Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
13 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:17
La discussione degli emendamenti al disegno di legge delega al Governo sul nucleare è iniziata in salita alle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera, mentre il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha definito quella del ritorno all’energia dell’atomo in Italia “una sfida personale, neppure più del Governo”. Tabella di marcia alla mano illustrata dal palco di Futuro Direzione Nord, nella sede di Assolombarda. Eppure la road map non basta né a rendere la discussione meno complicata, tanto che il presidente della commissione Ambiente, Mauro Rotelli (Fratelli d’Italia), sarebbe già pronto – come riporta Staffetta Quotidiana – ad accelerare l’iter legislativo in commissione riducendo i tempi dedicati ai dibattiti e agli interventi. Ma la convinzione di Pichetto non convince né chi è da sempre contrario al ritorno dell’energia dell’atomo in Italia, né chi lo caldeggia. Tra questi, in prima linea c’è il senatore e segretario di Azione, Carlo Calenda. “I decreti attuativi sul nucleare li covano da due anni” ha detto intervenendo da remoto nel corso dell’ultima edizione di Futuro Direzione Nord, a Milano. Per poi chiedere lumi a Giorgia Meloni, con lo strumento del premier time. Sul fronte dell’opposizione, come termometro del clima che si respira, valgano le parole del vicepresidente del M5s, Stefano Patuanelli, in un panel con la segretaria Pd Elly Schlein e Angelo Bonelli (Avs) a Ecofuturo, in corso a Roma: “Il nucleare è una stronzata micidiale. Dipenderemmo comunque da altri e il costo dell’energia sarebbe più alto di quelle delle rinnovabili”. Di fatto, per il M5s si chiede una delega troppo ampia considerando i punti interrogativi che tuttora rimangono su una serie di aspetti determinanti nella valutazione di un ritorno al nucleare: dalle tecnologie ai territori interessati.











