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6 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:13

Et voilà, il piatto è servito: il decreto che riapre la strada al nucleare in Italia, senza neanche l’ombra di una nuova consultazione popolare, segna l’inizio di una nuova stagione ideologica, più che energetica. I cittadini si sono già espressi due volte tramite referendum. Eppure, evidentemente, la democrazia non è ritenuta utile quando disturba il piano energetico dei soliti noti.

Come da copione, si comincia stanziando fondi per studi, ricerche, ma soprattutto per la comunicazione: 7,5 milioni di euro destinati a raccontarci quanto il nucleare sia bello e pulito. L’incognita non è nemmeno se questi soldi saranno ben spesi, ma a chi finiranno. E qui il silenzio è più radioattivo del combustibile di terza generazione.