Bisogna agire in fretta.

Perché mentre lo Stretto di Hormuz torna a essere il collo di bottiglia del mondo, Bruxelles discute di regole e procedure.

Ma la crisi energetica corre più veloce della burocrazia. È questo il ragionamento che il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha affidato a MF-Milano Finanza, interpellato a margine del question time alla Camera su quelle che dovrebbero essere le risposte europee alle tensioni sui prezzi dettate dal conflitto nel Golfo e dalla crisi nello stretto di Hormuz.

«L’Europa dovrebbe attivare dei meccanismi a protezione della propria industria, della propria economia, dei propri cittadini.

E dovrebbe farlo con una velocità che non è sempre compatibile con la burocrazia di Bruxelles», ha chiarito.