Non è una crisi di approvvigionamento, ma di prezzi.

Davanti all'ombra di un'escalation nello Stretto di Hormuz che nessuno esclude, Bruxelles alterna tono rassicurante e linguaggio dell'emergenza. Lo scudo contro il caro energia annunciato da Ursula von der Leyen approderà mercoledì sul tavolo dei leader Ue: più flessibilità sugli aiuti di Stato per sostenere le industrie più esposte, margini legislativi per sgravi sulle bollette elettriche e nuove spinte alla riduzione dei consumi, con le rinnovabili in prima linea.

Von der Leyen:

La vera disputa però si consumerà sull'Ets che, nelle aperture della presidente della Commissione europea, sarà rivisto per rendere "più realistica la traiettoria della decarbonizzazione". I primi correttivi - ha annunciato von der Leyen in una lettera ai leader - arriveranno "ascoltando le preoccupazioni dell'industria", con nuovi benchmark e un rafforzamento della riserva di stabilità del mercato. Ad apparire invece fuori dal tavolo è lo stop chiesto dall'Italia: il sistema resta "collaudato", ha ribadito la numero uno di Palazzo Berlaymont, difendendolo come la bussola degli investimenti europei. Il vertice Ue sarà "ancora una volta segnato da shock esterni di portata sismica", ha riconosciuto von der Leyen mentre i ministri dell'Energia Ue era riunito a Bruxelles, ricordando la sequenza di crisi che ha colpito l'Europa: pandemia, guerra in Ucraina, shock energetici.