Con la crescita del mercato musicale e con il ruolo sempre più centrale dello streaming emergono nuove criticità con rischi elevati per la tenuta del sistema.
Negli ultimi mesi diverse inchieste hanno rilevato un deciso aumento di meccanismi di frode attive sulle maggiori piattaforme streaming con l’obiettivo di sottrarre ricavi con vere e proprie attività di manipolazione degli ascolti su larga scala.
I truffatori approfittano in maniera abile delle lacune nei sistemi di protezione delle piattaforme musicali e lungo tutta la filiera. L’operazione si svolge caricando brani tramite distributori e utilizzando eserciti di “bot” per generare ascolti artificiali, monetizzando su questi falsi ascolti.
Si stima che operazioni come queste abbiano già sottratto milioni di dollari a livello globale ai legittimi autori, artisti e case discografiche.
Poiché i servizi di streaming distribuiscono i ricavi ai titolari dei diritti a partire da un bacino di entrate determinato, i ricavi vengono sottratti ai creatori legittimi che hanno generato utenti, abbonamenti e investimenti pubblicitari sulle piattaforme.













