La Guardia di Finanza di Ravenna, con il supporto dei Nuclei Speciali Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e Beni e Servizi, ha avviato una vasta operazione contro la diffusione illegale di contenuti audiovisivi protetti da copyright. L'indagine, coordinata dalla Procura di Bologna, ha portato all'esecuzione di oltre 100 perquisizioni e sequestri su scala nazionale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il sistema illecito avrebbe consentito a numerosi utenti di accedere a contenuti premium distribuiti da piattaforme come Sky, DAZN, Netflix, Disney+ e Spotify attraverso abbonamenti non autorizzati.
Al centro dell'inchiesta figura una piattaforma chiamata "Cinemagoal", descritta dagli investigatori come una soluzione tecnologica più sofisticata rispetto ai tradizionali sistemi IPTV illegali, spesso indicati colloquialmente come "pezzotto". L'applicazione installata sui dispositivi degli utenti avrebbe stabilito una connessione con server collocati all'estero, permettendo la decodifica dei contenuti protetti senza esporre direttamente l'indirizzo IP del cliente finale.
L'infrastruttura individuata si basava anche sull'utilizzo di macchine virtuali operative ininterrottamente sul territorio nazionale. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, tali sistemi acquisivano periodicamente i codici di accesso di abbonamenti legittimi intestati a identità fittizie, ritrasmettendoli poi agli utenti registrati al servizio illegale. Questo approccio avrebbe consentito non solo di aggirare i sistemi di protezione implementati dalle piattaforme di streaming, ma anche di migliorare la stabilità e la qualità della visione rispetto ai tradizionali flussi IPTV.










