BOLOGNA. Oltre cento perquisizioni e sequestri in tutta Italia per smantellare una presunta rete di pirateria audiovisiva che avrebbe consentito l’accesso illegale ai contenuti a pagamento di Sky Italia, DAZN, Netflix, Disney+ e Spotify. L’operazione della Guardia di finanza di Ravenna, coordinata dalla Procura di Bologna, avrebbe fatto emergere anche un possibile collegamento con il Trentino: fra i presunti organizzatori della rete ci sarebbe infatti anche una persona riconducibile al territorio provinciale.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema ruotava attorno a un’applicazione denominata “Cinemagoal”, installata sui dispositivi degli utenti e capace di collegarsi a server esteri per decodificare i contenuti protetti. Sul territorio nazionale sarebbero inoltre state predisposte macchine virtuali attive senza interruzioni che, a intervalli di pochi minuti, acquisivano e ritrasmettevano i codici di accesso di abbonamenti leciti intestati però a identità fittizie.

La tecnologia individuata dagli investigatori viene descritta come particolarmente sofisticata. Oltre a superare i sistemi di protezione delle piattaforme, avrebbe garantito una qualità elevata della visione e una maggiore schermatura degli utenti, rendendo più difficile associare le connessioni a specifici indirizzi IP. Sarebbero oltre settanta i rivenditori che si occupavano della distribuzione del servizio, con abbonamenti annuali compresi tra 40 e 130 euro e pagamenti effettuati spesso tramite criptovalute o conti esteri.