La pirateria audiovisiva continua a rappresentare una grave minaccia per l’economia italiana: il danno complessivo per il sistema Paese dovuto alla diffusione dei comportamenti pirata è stimabile in 2,3 miliardi di euro di fatturato perso, con una perdita di pil di 902 milioni, mancate entrate fiscali per 408 milioni e circa 11.100 posti di lavoro persi o mancate opportunità occupazionali.
Questo emerge dall"ultima indagine FAPAV/Ipsos Doxa presentata in occasione degli Stati Generali della lotta alla pirateria promossi da Fapav, la federazione per la tutela delle industrie dei contenuti audiovisivi e multimediali.
La tendenza, tuttavia, è in diminuzione: -4% rispetto al 2024, -7% rispetto al 2023.
In termini assoluti, dunque, oltre un milione di persone ha smesso di piratare negli ultimi 2 anni.
Il trend è in diminuzione soprattutto tra i più giovani: nel 2025 il 37% degli adolescenti dai 10 ai 14 anni ha commesso almeno un atto di pirateria audiovisiva, in ulteriore calo rispetto al 40% del 2024 e al 45% del 2023, «raggiungendo il minimo storico».








