L’esecutivo è al lavoro su un nuovo decreto, atteso per venerdì 22 maggio 2026, con l’obiettivo di prorogare il taglio delle accise sui carburanti e alleggerire il costo di un pieno che rischia di farsi sempre più gravoso.
Cosa cambia, in concreto, per chi guida ogni giorno? La principale conferma è che il salvagente varato dal governo resta a “doppia velocità”.
Lo sconto oggi in vigore non è uguale per tutti: si limita a 6,1 centesimi al litro per la benzina, mentre prevede una riduzione ben più corposa di 24,4 centesimi al litro (Iva inclusa) per il gasolio. Non si tratta di un refuso, ma di una scelta deliberata: l’aliquota sul diesel è stata abbassata temporaneamente in misura maggiore per neutralizzare il caro-gasolio lungo la filiera, proteggendo il trasporto merci e, quindi, i prezzi finali pagati dai consumatori. In breve, chi guida un’auto a gasolio continuerà a godere di un beneficio più consistente rispetto ai possessori di vetture a benzina.
Nonostante gli interventi, i listini alla pompa restano sotto stretta osservazione. Dopo la prima sforbiciata di marzo, che aveva riportato le medie self service a 1,712 euro al litro per la benzina e 1,958 per il diesel, nelle settimane successive il mercato si è irrigidito di nuovo. I dati ufficiali di inizio maggio 2026 segnalano un’ulteriore risalita: 1,931 euro al litro per la verde e 2,015 per il gasolio. Numeri che mantengono alta la pressione e impongono a Palazzo Chigi di non archiviare il dossier.















