Verso il cdmVenerdì nel nuovo decreto carburanti. Giorgetti: «Coperture non semplici senza una deroga al Patto», ma prime schiarite con la Commissionedi Gianni Trovati20 maggio 2026Nel consiglio dei ministri in agenda venerdì alle 19 «saranno presi provvedimenti sicuramente su autotrasporto e trasporto pubblico locale»; «per rinnovare lo sconto sulle accise stiamo lavorando sulle coperture», impresa «che non è mai semplice in assenza di deroghe al Patto».La griglia del quarto decreto carburanti che sarà approvato dopodomani ha cominciato a prendere una forma definita nelle parole consegnate ieri ai giornalisti da Giancarlo Giorgetti a margine del G7 Finance. Nella seconda e ultima giornata parigina, chiusa con la dichiarazione in cui i ministri delle Finanze hanno sottolineato che «un rapido ritorno al libero e sicuro transito attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura al conflitto sono imperativi», il titolare dei conti italiani ha continuato a tessere la tela diplomatica per aprire qualche varco nelle regole fiscali comunitarie.L’obiettivo non è legato al decreto di venerdì, che dovrà poggiare ancora una volta su risorse domestiche ora oggetto dell’ennesima caccia in Ragioneria generale. Ma è indispensabile per i passi successivi, quando si tratterà di disegnare misure più ampie contro le ricadute della crisi mediorientale sull’economia e sui prezzi dell’energia a carico di imprese e famiglie. Tanto più che la «soluzione duratura» al conflitto evocata dal G7 fatica ancora ad apparire all’orizzonte.Prime aperture di BruxellesSul punto, ieri il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha detto che l’Esecutivo comunitario continua «a seguire attentamente la situazione e a valutare quale tipo di risposta richieda e richiederà, ed è in questo spirito che stiamo anche esaminando la richiesta dell’Italia». Quello pronunciato da Dombrovskis non è un «no» pregiudiziale alla proposta di estendere all’energia il via libera preventivo alle clausole di salvaguardia nazionali già riconosciuto dallo scorso anno per la difesa. Il confronto «continuerà in tutte le sedi utili e necessarie per arrivare a una soluzione», ha spiegato Giorgetti, ribadendo che «non c’è solo la deroga; ci sono tante vie per arrivare al risultato e le stiamo esplorando tutte».Al di là delle dichiarazioni ufficiali, l’impressione è quella di un tentativo di costruire ponti fra Roma e Bruxelles, in uno scenario geopolitico che del resto continua a essere avaro di buone notizie.La strada è fitta di ostacoli, alzati soprattutto dai diversi interessi dettati dalle condizioni di bilancio dei singoli Paesi. Ma può passare da variegate forme di flessibilità più o meno esplicite nelle regole fiscali Ue, che per esempio chiedono alla Commissione di «non seguire un approccio meccanico» nella valutazione complessiva dei bilanci nazionali, chiamata a tener conto «della deviazione, nonché di fattori rilevanti attenuanti e aggravanti, come sviluppi inflazionistici significativi e circostanze eccezionali, ove applicabili» (così il Codice di condotta del Patto Ue al capitolo 5, quello dedicato al monitoraggio del percorso correttivo seguito dai Paesi in procedura per disavanzi eccessivi come appunto l’Italia). Il tema è destinato a tornare venerdì mattina alla riunione informale dell’Eurogruppo a Cipro. Dove Giorgetti rimarrà poche ore prima di riprendere l’aereo per Roma, per l’incontro con gli autotrasportatori e poi per il consiglio dei ministri serale.
Accise, altra proroga agli sconti. Aiuti a tir e trasporto locale
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