Introduzione

Torna al centro del dibattito il tema del taglio alle accise sui carburanti, destinato a terminare il 22 maggio. L’attuale misura varata dall’esecutivo prevede una riduzione di 6,1 centesimi al litro sulla benzina e di 24,4 centesimi sul diesel, ma senza un nuovo intervento i prezzi potrebbero tornare rapidamente a salire. Dal giorno successivo alla scadenza, infatti, la verde rischierebbe di avvicinarsi ai 2 euro al litro, mentre il gasolio potrebbe superare quota 2,20 euro. Per questo motivo il governo starebbe valutando una nuova proroga, anche se con agevolazioni meno consistenti rispetto a quelle attuali. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

Il problema delle risorse

La questione principale resta quella delle coperture economiche necessarie per finanziare un eventuale rinnovo dello sconto. In questa fase, infatti, non sarebbe possibile utilizzare il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, che consente di sfruttare il maggiore gettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi per alleggerire la tassazione sui carburanti. Le entrate aggiuntive relative al mese di maggio saranno disponibili soltanto nella seconda metà di giugno, rendendo impossibile impiegarle nell’immediato. Anche per questo l’ultimo provvedimento era stato approvato in due passaggi, in attesa dei dati sull’extragettito di aprile, arrivati il 9 maggio. Senza poter contare su questo strumento, l’esecutivo dovrà quindi reperire fondi alternativi. In precedenza, erano stati utilizzati circa 150 milioni di euro provenienti dalle sanzioni comminate dall’Antitrust.