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Il conto alla rovescia per gli automobilisti italiani è ormai entrato nella sua fase più critica. Mentre il calendario si avvicina inesorabilmente a sabato 23 maggio 2026, la sensazione di una calma apparente ai distributori sta lasciando il posto a una realtà fatta di rincari costanti e mercati internazionali in fibrillazione. Quello che stiamo vivendo è il tramonto definitivo di una misura eccezionale, lo sconto sulle accise, che per mesi ha protetto i consumatori ma che ora, tra l’incudine dei costi di raffinazione e il martello della scadenza fiscale, minaccia di scatenare una vera e propria stangata estiva.

Il ritorno della pressione internazionale

La spinta verso l’alto non è un fenomeno puramente domestico, ma l’onda lunga di quanto sta accadendo sui mercati petroliferi globali. Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, le quotazioni dei prodotti raffinati hanno messo a segno due forti balzi tra la fine della scorsa settimana e l’inizio di questa, annullando di fatto ogni residuo beneficio dei ribassi precedenti. In questo scenario, il dato più eclatante riguarda il gasolio: dopo una fase di stanca durata ben quaranta giorni, caratterizzata da un trend ribassista, il diesel è tornato a mostrare i muscoli, invertendo la rotta proprio nel momento meno opportuno per le tasche degli italiani.