Il primo catalogo della lunga serata di aste promossa da Christie’s a New York il 18 maggio ha richiesto solo 40 minuti, una media di due e mezzo a lotto, per realizzare 630,8 milioni di dollari con le commissioni, ben oltre la stima pre-asta, disperdendo 16 lavori milionari collezionati da S I Newhouse, magnate delle pubblicazioni noto per il suo amore per l’arte e il supporto di musei come il Metropolitan di New York. Si tratta della quarta vendita dalla sua scomparsa nove anni fa, la più ricca tanto da portare il totale della collezione a superare il miliardo di dollari. Tutti i lotti erano protetti da garanzie di parte terza, che in tre casi probabilmente hanno salvato il lavoro dal rimanere invenduto in assenza di altri rilanci. Solo tre lotti hanno superato le stime alte prima dell’aggiunta delle commissioni, sei le hanno confermate e sette sono andati aggiudicati sotto le rispettive stime basse. Solo quattro lotti hanno scatenato vere gare a colpi di rilancio, fra cui due dei tre record della serata per Mirò e Pollock, mentre il terzo record per Brancusi è dovuto alla garanzia. In generale le garanzie offrono un incentivo a spostare verso l’alto le stime basse, deprimendo la competizione in sala, che è stata principalmente condotta da telefoni ‘americani’.I capolavori di Newhouse in astaPhotogallery7 fotoRecord per Pollock, Brancusi e Mirò A smentire questa logica, il lavoro di Jackson Pollock partiva da una stima a richiesta attorno ai 100 milioni di dollari, in linea con il precedente record ma, in realtà, contenuta se si considera la dimensione del dipinto, lungo ben oltre 3 metri, la sua rilevanza storica rivelata dal titolo e dall’anno di esecuzione, Number 7A, 1948 che la colloca agli albori dell’Action Painting, e la caratteristica espressività del processo di dripping che la caratterizza. Tutti fattori che hanno spinto cinque potenziali acquirenti al telefono e in sala a contenderselo in una rapida sequenza di rilanci da un milione di dollari ciascuno, fino a raggiungere 157 milioni di dollari, che con l’aggiunta delle commissioni diventano 181,2 milioni, la quarta aggiudicazione in asta di sempre per un lavoro che meriterebbe di stare in un grande museo.Anche la rara scultura di Brancusi in catalogo partiva dalla stessa stima a richiesta di 100 milioni di dollari, ma l’accoglienza è stata ben diversa, fermandosi dopo un solo rilancio a 93 milioni che, solo grazie alle commissioni, hanno superato la stima a 107,6 milioni di dollari, finendo con ogni probabilità nelle mani del garante. Si tratta di ‘Danaide’, bronzo dorato su plinto del 1913, esemplare quindi eseguito in vita dall’artista stesso, a differenza delle opere che solitamente arrivano sul mercato con valori significativamente inferiori, e l’unico con patina dorata in mani private; Newhouse aveva ottenuto il lavoro in asta per 18,2 milioni di dollari nel 2002, circa un quinto del realizzo attuale. In ogni caso si tratta di uno dei prezzi più elevati di sempre per una scultura che, ai tempi, ha rappresentato un momento di rottura importante con la tradizione figurativa del contemporaneo Rodin. La questione delle copie emesse successivamente torna di attualità anche in virtù dell’accordo annunciato lo stesso giorno dell’asta in base al quale la mega-galleria Pace si farà carico della rappresentanza commerciale degli eredi dell’artista franco-romeno.Anche il terzo record della serata, quello per Mirò, ha moltiplicato il valore in asta di acquisto: la grande composizione su tela bicolore su sfondo grigio raffigurante un avanguardista ‘Ritratto di Madame K’ del 1924 è stata contesa fino a superare la stima di 25-35 milioni per fermarsi a 46 milioni che diventano 53,5 milioni di dollari con le commissioni, quattro volte quanto pagato in asta 25 anni prima (12,6 milioni di dollari sempre da Christie’s New York).“Homme à la guitare” di Pablo PicassoPicasso cubista e Jasper JohnsUn contributo importante è venuto anche dai quattro lavori di Picasso in catalogo, uno degli artisti più stimati e collezionati da Newhouse, che complessivamente hanno realizzato 126,2 milioni di dollari (entro la stima), guidati da un altro bronzo che rappresenta un momento cruciale per lo sviluppo delle Avanguardie e, in particolare, del Cubismo: il ritratto di Fernande eseguito nel 1909 si è fermato appena oltre la stima di 40-60 milioni di dollari, a 48,4 milioni con le commissioni, quasi dieci volte l’aggiudicazione in asta nel 2001, confermando il prezzo raggiunto da un altro esemplare nel 2022. Un altro lavoro cubista, un dipinto del 1913 ‘Homme a la guitare’ di grandi dimensioni e dalla palette variegata, supportato da una provenienza stellare da Kahnweiler a Gertrude Stein al Met, ha raggiunto solo la stima bassa di 35 milioni, pari a 40,9 milioni con le commissioni finendo probabilmente al garante, mentre il primo lotto del catalogo, un ritratto ad olio su cartoncino del 1907 riferibile alla composizione cubista delle «Les demoiselles d’Avignon», ha scatenato una serie di rilanci che lo hanno portato a superare la stima di 6-8 milioni a 14,4 milioni di dollari con le commissioni.Il catalogo proponeva anche tre opere di Jasper Johns che hanno raggiunto con fatica le stime basse, fermandosi complessivamente a 43,5 milioni con le commissioni. Aggiudicati appena sotto le rispettive stime basse anche una caratteristica composizione geometrica di Mondrian del 1921 a 34 milioni, da una stima di 35-55 milioni, pari a 39,7 milioni di dollari con le commissioni, e una composizione con due figure femminili dipinta da Matisse nel 1938, ferma a 34,6 milioni da una stima di 30-50 milioni di dollari.
Record garantiti per la collezione SI Newhouse da Christie’s
In soli 40 minuti, dispersi 16 lotti milionari per un totale di 630,8 milioni di dollari con le commissioni, ben oltre la stima pre-asta















