di
Luca Zuccala
La collezione Newhouse e la Evening Sale del XX secolo incendiano Manhattan con tre primati storici: 181 milioni per Pollock, 107 per Brâncuși e 98 per Rothko
Un orizzonte profondo rosso, un dripping di 3 metri e mezzo, la forma pura scolpita su bronzo dorato. Rothko, Pollock, Brâncuși. Per un paio d’ore, al Rockefeller Center di New York, il mercato dell’arte ha smesso di sembrare un settore in contrazione. Anzi. Fuochi d’artificio a Manhattan e pioggia di record a Midtown. Oltre 1,1 miliardi di dollari raccolti in una sola sera (18 maggio) da Christie’s tra la vendita dedicata alla collezione dello storico proprietario di Condé Nast, S. I. Newhouse Jr., e la Evening Sale del XX secolo. Il tutto impreziosito da tre ciliegine mondiali: i 181 milioni di dollari di Number 7A di Jackson Pollock, i 107 milioni della Danaïde di Constantin Brâncuși e i 98,4 milioni di Mark Rothko con No. 15 (Two Greens and Red Stripe). Un trittico da record, annunciato, ma ora consacrato.
Pollock, il Number 7 diventa la quarta opera più costosa mai venduta all’astaOre 18.30, comincia il valzer delle stelle. Luci cinematografiche e riflettori puntati sul rostro. Sale sul palco Adrien Meyer, Global Head della casa d’aste, il banditore della vendita. Si comincia con la sfilata della collezione Newhouse, una delle raccolte private più importanti costruite negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra. Sedici opere per un totalizzo di oltre 630 milioni di dollari. Si esaltano, tra i rilanci a suon di milioni tra sala e telefoni, due risultati destinati a restare come nuovi riferimenti assoluti per il mercato. Primo, quello che è già il top lot del semestre a maggio: Number 7A (1948) di Jackson Pollock, battuto a 181,1 milioni di dollari dopo una contesa di 10 minuti. Nuovo record assoluto per l’artista americano e quarta opera più costosa mai venduta all’asta, dietro soltanto al Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, al Ritratto di Elizabeth Lederer di Gustav Klimt e alla Shot Sage Blue Marilyn di Andy Warhol.










