Un grande quadro di Jackson Pollock – Number 7A, 1948 della collezione del magnate dell’editoria S.I. Newhouse – è stato venduto da Christiès per 181.185.000 dollari, quasi triplicando il record d’asta dell’artista. L’opera rappresenta il momento cruciale in cui viene realizzato uno dei primi dipinti astratti della storia dell’arte

Le aste serali organizzate da Christiès dedicate alla collezione del magnate dell’editoria statunitense Samuel Irving Newhouse Jr. e ai capolavori del XX secolo hanno totalizzato oltre 1,1 miliardi di dollari in appena 64 lotti, segnando uno dei risultati più importanti degli ultimi anni. Tra i dati più impressionanti spiccano i 181,2 milioni di dollari raggiunti da “Number 7A” di Jackson Pollock, i 107,6 milioni ottenuti dalla scultura “Danaïde” di Constantin Brâncusi e i 98,4 milioni pagati per un monumentale dipinto di Mark Rothko, “No. 15 (Two Greens and Red Stripe)”, appartenuto per quasi sessant’anni alla filantropa Agnes Gund. Nuovo record anche per Joan Miró con “Portrait de Madame K.”, venduto per 53,5 milioni di dollari.

Il protagonista assoluto è stato senza dubbio Jackson Pollock. Il suo “Number 7A”, grande tela del 1948 larga oltre tre metri, è stato aggiudicato per 181,2 milioni di dollari dopo una gara serrata durata circa dieci minuti e caratterizzata da oltre sessanta rilanci. L’opera, stimata prudentemente intorno ai 100 milioni di dollari, ha attirato almeno cinque potenziali compratori. La competizione finale si è svolta tra alcuni dei principali rappresentanti internazionali di Christiès e il celebre mercante Iwan Wirth, presumibilmente in gara per la collezionista Laurene Powell Jobs. Il risultato ottenuto dal Pollock rappresenta il quarto prezzo più alto mai registrato per un dipinto venduto all’asta. Il precedente record dell’artista apparteneva a un’altra opera proveniente in passato dalla collezione Newhouse, battuta nel 2021 da Sotheby’s per oltre 61 milioni di dollari.