Mercoledì 20 il presidente di Commerzbank ed ex numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann, apre l’assemblea della banca tedesca sotto scalata di Unicredit: «La nostra raccomandazione è chiara: non accettate l’offerta di Unicredit», ha esordito il banchiere ribadendo che i soci dell’istituto di Francoforte, «come azionisti di Unicredit», si troverebbero «in una posizione economica nettamente peggiore rispetto a quella che» avrebbero «in base alla partecipazione diretta in una Commerzbank indipendente. È evidente che l’operato di Unicredit, costantemente privo di coordinamento, e la sua ripetuta comunicazione fuorviante hanno compromesso in modo significativo le basi per una collaborazione costruttiva e basata sulla fiducia - ha puntualizzato Weidmann -.
Anche le relazioni fondamentali di Commerzbank, basate sulla fiducia e sull’affidabilità, e la motivazione dei collaboratori sono gravemente minacciate».
Chi aderisce all"offerta secondo Weidmann si espone così a «rischi considerevoli», tra cui «l"elevata esposizione ai titoli di Stato italiani, una quota nettamente più elevata di asset in sofferenza e un"attività in Russia ancora significativa».
Critiche in buona parte strumentali visto che oggi per l’Italia non c’è un rischio paese mentre dalla Russia Unicredit sta uscendo definitivamente proprio in queste settimane cedendo le attività a un soggetto emiratino.












