È il giorno dell’assemblea generale annuale di Commerzbank. E arriva mentre l’istituto di credito tedesco è nel mirino di Unicredit, primo socio che diserta l’appuntamento e ormai supera il 40% tra azioni e derivati nell’esposizione potenziale. Poco prima dell’avvio della riunione più importante della banca, che si tiene al centro congressi RheinMain di Wiesbaden, capitale del Land dell’Assia (Germania centro-occidentale), i dipendenti di Commerzbank si sono raccolti fuori per protestare contro l’offerta pubblica di scambio lanciata dal gruppo guidato da Andrea Orcel. «Non possiamo fidarci di lui. Siamo molto preoccupati», commenta il membro del consiglio di sorveglianza Frederik Werning, sentito da Die Zeit. In un attimo, è nato un muro di maglie e felpe gialle con su scritto “We own yellow”, riferito al colore del logo di Commerzbank. Cartelli in mano che recitano “Unicredit go away” e, ancora, “Siamo la banca: forti e indipendenti”. La contestazione è frutto dei timori per i tagli occupazioni in vista, nel caso in cui l’Ops vada in porto. Unicredit ha già annunciato un piano che prevederebbe 7.000 esuberi in Germania nell’arco di cinque anni. Il sindacato, però, teme una dispersione fino a 23 mila addetti, soprattutto in ragione della gestione della sua controllata HypoVereinsbank. C’è, però, da dire che la stessa Commerzbank prevede uno sfoltimento di almeno 3.000 posti di lavoro per migliorare la redditività.
Commerzbank, proteste dei dipendenti contro l’Ops di Unicredit: “Non vi vogliamo”
Prima dell’assemblea annuale della banca tedesca, contestazioni per i timori degli esuberi prospettati da Gae Aulenti. Sui cartelli le scritte “Go away” e “Sia…













