Bettina Orlopp e Jens Weidmann invitano gli azionisti a respingere l’offerta di Piazza Gae Aulenti: nel mirino il premio giudicato insufficiente, i rischi occupazionali, il nodo Russia e la strategia di Andrea Orcel. Berlino resta sulle barricate mentre l’esposizione di Unicredit sale al 38,87%
Commerzbank alza il muro contro Unicredit. E lo fa con una bocciatura congiunta del consiglio di amministrazione e del consiglio di sorveglianza, nero su bianco, accompagnata da una raccomandazione esplicita agli azionisti tedeschi a non aderire all’Ops lanciata da Andrea Orcel. Per la banca di Francoforte l’offerta dell’istituto italiano è insufficiente sul piano finanziario, vaga sul piano industriale e pericolosa sul piano operativo. Ma dietro il no pronunciato oggi da Bettina Orlopp e Jens Weidmann c’è anche molto altro: il timore che il piano di Orcel indebolisca il sostegno di Commerzbank al Mittelstand, il cuore manifatturiero ed esportatore tedesco, oltre alla paura di migliaia di esuberi, alla resistenza politica di Berlino e a una crescente irritazione per le mosse aggressive di Unicredit.
IL NO DI COMMERZBANK ALL’OPS DI ORCEL
La presa di posizione di Commerzbank era attesa, ma il tono scelto dai vertici della banca tedesca è stato molto più duro del previsto. Nel documento di 137 pagine diffuso oggi, il board e il consiglio di sorveglianza hanno definito l’offerta di Unicredit un “tentativo opportunistico” di prendere il controllo della banca senza riconoscere un premio adeguato agli azionisti.










