Una parte della maggioranza si sottrae a quello che l’opposizione definisce a ragion veduta «sciacallaggio», al secolo far leva sulle origini dell’attentatore di Modena per rilanciare la sempre proficua campagna contro i migranti. Ma il grosso della destra resta quello di sempre.
SALVINI SI ERA LANCIATO subito nella guerra santa. La resistenza di Piantedosi, che per una volta ha anteposto la responsabilità alla propaganda e ha chiarito subito che l’attentato non era terrorismo islamico, lo ha frenato per un attimo. Poi la scoperta della mail un po’ farneticante di quattro anni fa nella quale Salim El Koudri se la prendeva con i «bastardi crisitiani» gli ha restituito la carica: «Chissà se qualcuno tenterà ancora di minimizzare. Vediamo se tv e stampa di sinistra censureranno anche queste parole d’amore. Avanti con la proposta di legge della Lega sulla revoca della cittadinanza».
Per tutto il giorno il Carroccio martella così su una proposta da leggi razziali propriamente dette, in base alla quale la cittadinanza potrebbe essere revocata in caso di reato grave anche a cittadini nati e cresciuti in Italia se di genitori extracomunitari.
La proposta è già in commissione Affari costituzionali della Camera e il suo primo firmatario, il leghista Iezzi, insiste per tirarla fuori dal cassetto. Tajani la boccia tassativo: «Quando uno è cittadino italiano non lo si può fare diventare apolide». È probabile che la Lega stessa si renda conto dell’impraticabilità di una legge che istituzionalizzerebbe la divisione tra cittadini italiani di serie a e serie b ma tant’è. La propaganda resta garantita.










