Il gesto di Salim El Koudri, il 31enne di origine marocchina che sabato si è lanciato con l’auto sui passanti nel centro di Modena, dà ai partiti materiale per la campagna elettorale. E il primo attrito evidente avviene all’interno della maggioranza. Anzi direttamente dentro il governo. Da un lato Matteo Salvini non perde tempo e rilancia l’idea di facilitare i rimpatri, dall’altra arriva la frenata di Antonio Tajani e Matteo Piantedosi. E se nelle parole dell’altro vice-premier si può intravedere uno scontro di posizionamento sull’immigrazione tra Lega e Forza Italia, le parole del ministro dell’Interno sono inequivocabilmente una bocciatura tecnica dell’ultima proposta del leader del Carroccio, in astinenza di temi “forti” per il suo elettorato e in emergenza per la fuga di voti.
“Se commetti un crimine grave ti revoco il permesso di soggiorno e la cittadinanza, in un Paese serio funziona così, si tratta di legittima difesa”, ha detto il ministro dei Trasporti e vicepremier nel suo intervento per la chiusura dell’11esima edizione della scuola di Formazione Politica della Lega. Il segretario, si legge in una nota del Carroccio, “ha dato mandato a un gruppo di giuristi di rifinire le proposte sulla sicurezza presentate nei giorni scorsi dalle europarlamentari del suo partito, a partire dalla revoca del permesso di soggiorno agli stranieri che commettono reati, con immediata espulsione. L’obiettivo è quello di rendere effettivo e applicabile un meccanismo (sul modello della patente a punti) che preveda la revoca del permesso di soggiorno nei confronti di coloro che commettono reati gravi. Il permesso di soggiorno concesso a un immigrato è un atto di generosità e fiducia da parte del popolo italiano: se questa fiducia viene tradita, revoca del permesso ed espulsione devono diventare la regola”.











