«La Casa circondariale Lorusso e Cutugno è da tempo uno dei simboli del sovraffollamento in Italia». A scriverlo, nero su bianco, è il 22esimo rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia. Il Lorusso e Cutugno di Torino è maglia nera a livello di numeri. Su una popolazione carceraria piemontese che conta 4.366 detenuti, secondo gli ultimi dati disponibili a La Stampa il carcere Lo Russo e Cutugno conta 1.467 detenuti in una struttura che ne può ospitare massimo 1.113. Un tasso di sovraffollamento pari al 131%. In tutta Italia, al 30 aprile 2026 le persone presenti in carcere erano 64.436 su 51.265 posti regolamentari. Il dato ufficiale del sovraffollamento era dunque pari al 125,7% di media. E Torino lo supera di gran lunga. «Quattro detenuti in celle per due persone» Nel rapporto Antigone uscito oggi, la fotografia del carcere Lorusso e Cutugno è quella di un carcere strapieno: a fronte di una capienza regolamentare già superata da anni, la struttura ospita centinaia di persone in più, con sezioni congestionate e spazi ridotti al minimo». Nello specifico, si descrive la condizione dei detenuti con «celle pensate per due persone arrivano a ospitarne tre o quattro, mentre le attività trattamentali e lavorative faticano a tenere il passo con i numeri». Dell’emergenza del lavoro che manca in carcere aveva parlato anche il sindaco Stefano Lo Russo lo scorso 8 aprile: serve investire molto di più nei processi di rieducazione civica dei detenuti». A Torino solo un detenuto su dieci ha un lavoro tra articolo 21 e semilibertà, le misure che permettono di lavorare durante il periodo di detenzione.