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L’Aula del Senato ha approvato la mozione della maggioranza sulla sicurezza energetica con 75 voti favorevoli, 58 contrari e nessun astenuto. Bocciata invece la mozione presentata dalle opposizioni. Al centro del dibattito politico, però, non c’è stato soltanto il tema dell’energia, ma soprattutto la retromarcia del centrodestra sul controverso passaggio relativo all’aumento delle spese militari Nato.Nella versione definitiva del testo, infatti, è stato eliminato l’ultimo punto della mozione, quello che impegnava il Governo a promuovere “una revisione degli obiettivi più ambiziosi (come il 5%) alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali”. Un riferimento che aveva acceso il confronto interno alla maggioranza e provocato le critiche delle opposizioni.La riformulazione della mozione è stata annunciata all’inizio della seduta dalla vicepresidente del Senato Mariolina Castellone. Il nuovo documento, firmato dai capigruppo di maggioranza a partire da Stefania Craxi di Forza Italia, si ferma al settimo impegno e cancella completamente il passaggio sulle spese per la difesa.

Secondo fonti della maggioranza, sarebbe stato il Governo a chiedere di eliminare il riferimento al 5% del Pil destinato alla Nato. “Quella parte non doveva neanche entrare nella mozione, non è lo strumento giusto per discutere delle spese della Nato”, ha spiegato un capogruppo di maggioranza all’AGI. Un’altra fonte del centrodestra ha confermato che “la richiesta di questo impegno non ci sarà”.La decisione ha immediatamente innescato lo scontro politico in Aula. Il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, ha accusato la maggioranza di aver fatto marcia indietro per evitare il confronto parlamentare. “Vogliamo sapere cosa è successo nella maggioranza per arrivare a cambiare così la sua posizione”, ha dichiarato, parlando di una “retromarcia positiva” inizialmente interpretata come un possibile avvicinamento alle posizioni delle opposizioni sul tema delle spese militari. Boccia ha poi evocato tensioni interne al centrodestra, chiedendosi se dietro la cancellazione del passaggio contestato vi siano stati contrasti tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani oppure un intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto. “Abbiamo bisogno di capire dove stiamo andando”, ha affermato il senatore dem.