La mozione verrà presentata oggi pomeriggio in Senato. Prevede la revisione dell’impegno a raggiungere il 5 per cento del Prodotto interno lordo per le spese per la Nato. È firmata da tutti i capogruppo della maggioranza: Malan, Craxi, Romeo, Biancofiore.

Il governo — si legge — rivendica le “azioni concrete” per affrontare l’emergenza energetica: dagli accordi con Algeria, a quelli con l’Azerbaijan, con Libia e Qatar, fino all’acquisto di gas naturale liquido dagli Stati Uniti.

Le Conseguenze della Crisi Internazionale

Ma proprio i dazi imposti da Trump, l’attacco all’Iran e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz hanno reso irrealistico l’impegno per le spese militari.

I leader di maggioranza avrebbero condiviso la mossa ieri in un vertice lampo a Palazzo Chigi, smentito dal vicepremier Tajani. Invece — racconta un retroscena del Messaggero — Meloni avrebbe incontrato i vicepremier e Lupi per una ventina di minuti ieri a Palazzo Chigi, per un aggiornamento necessario legato anche al no dell’Europa alle richieste italiane di deroga al Patto di stabilità.