Gli americani stanno pagando a caro prezzo la guerra avviata da Donald Tump contro l’Iran. E lo stanno facendo soprattutto lasciando molto più denaro, rispetto a prima del 28 febbraio, ai distributori di diesel e benzina. Secondo una nuova ricerca, della Watson School of International and Public Affairs della Brown University, rilanciata tra gli altri anche dal Financial Times, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente gli americani hanno speso oltre 40 miliardi di dollari in più per il carburante. Si tratta di una cifra sufficiente, giusto per dare un’idea delle dimensioni, per riparare la rete di ponti del Paese o a rinnovare il suo sistema di controllo del traffico aereo. Per la precisione, la stima dei ricercatori circa l’impatto della guerra sui consumatori statunitensi, dovuto all’aumento dei prezzi della benzina e del gasolio, è pari a 41,5 miliardi di dollari, ovvero 316 dollari per famiglia statunitense. Dato aggiornato a domenica sera, perché poi già in questi ultimi due giorni è ovviamente aumentato.
«Come éaese stiamo spendendo questa enorme quantità di denaro in costi extra per il carburante, che avremmo potuto utilizzare in una serie di modi più costruttivi per migliorare le infrastrutture di trasporto americane che, francamente, ne avrebbero davvero bisogno», spiega al Financial Times Jeff Colgan, professore di scienze politiche alla Brown Universtiy.














