I contribuenti Usa pagano un conto da 25 miliardi mentre il conflitto con l’Iran pesa sull’economia. L'articolo del Financial Times tratto dalla rassegna di Liturri.

(Financial Times Europe, FT Reporters, 12 May 2026)

Il conflitto in Iran sta costando centinaia di miliardi di dollari all’economia americana, con un impatto diretto stimato dal Pentagono in 25 miliardi di dollari per missili e intercettori, ma le conseguenze reali sono molto più ampie. I prezzi della benzina sono saliti a 4,55 dollari al gallone e il diesel a 5,66, aggiungendo 35 miliardi di dollari di costi extra per i consumatori. Questo shock energetico si somma ai dazi e alle strozzature sulle catene di fornitura, spingendo l’inflazione al 3,5% e rendendo improbabili tagli dei tassi da parte della Fed, con un effetto stimato in 200 miliardi di dollari di produzione persa solo per l’impossibilità di alleggerire la politica monetaria.

I contribuenti stanno pagando non solo per le operazioni militari ma anche per l’aumento dei costi energetici e alimentari, mentre gli effetti ritardati sui prezzi dei generi alimentari dovuti al diesel e ai fertilizzanti più cari si faranno sentire nei prossimi mesi. Le famiglie più povere hanno già ridotto i consumi di benzina del 7%, mentre gli agricoltori affrontano rincari del 25-50% sui fertilizzanti. Tutto questo erode il potere d’acquisto e rafforza il malcontento verso l’amministrazione Trump, con il 58% degli elettori che disapprova la gestione dell’inflazione e del costo della vita.