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Il parlamento iraniano starebbe valutando un disegno di legge che stanzia cinquanta milioni di euro - equivalenti a circa 58 milioni di dollari - come ricompensa per chiunque attenti alla vita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ad annunciarlo pubblicamente è stato Ebrahim Azizi, che presiede la Commissione Sicurezza Nazionale dell'assemblea legislativa di Teheran, intervenuto sulle frequenze della televisione di Stato. Una dichiarazione di portata straordinaria, destinata ad alzare ulteriormente la tensione in un contesto geopolitico già segnato da mesi di escalation tra Washington e Teheran.

La misura si inserirebbe in un più ampio programma battezzato "Controffensiva delle Forze Armate e di Sicurezza della Repubblica Islamica", concepito esplicitamente come risposta alla morte della Guida Suprema Ali Khamenei, uccisa alla fine di febbraio in circostanze che hanno scosso profondamente le fondamenta del regime. Azizi ha inquadrato l'intera iniziativa come un imperativo religioso e ideologico prima ancora che politico: “Così come il nostro Imam è stato martirizzato, il presidente degli Stati Uniti deve essere affrontato da qualsiasi musulmano o persona libera”, avrebbe dichiarato, usando un linguaggio che richiama direttamente la retorica del martirio tanto cara alla Repubblica Islamica. Il governo iraniano, qualora la legge venisse approvata, sarebbe vincolato per legge a versare la somma a qualsiasi soggetto - sia individuale che collettivo - responsabile di azioni letali contro i bersagli designati. La proposta non si limiterebbe a Trump.