Jannik è apparso svuotato. Per Parigi tocca a Resnicoff, Cipolla e Ferrara rimetterlo in sesto

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Una faticaccia. L’ultima nell’ordine è stata quella del presidente Binaghi che, dopo l’ultimo colpo di Jannik, ha bisbigliato nell’orecchio del Capo dello Stato. «La vittoria finale è stata quella di convincere Mattarella a premiare Sinner », ha rivelato infatti ieri il capo della Fitp. Il presidente ha ascoltato e fatto un breve cenno di assenso, dimostrando ancora una volta quanto ami lo sport. Questo per dire quanto gli ultimi due mesi siano stati per il numero uno del mondo (e, in parte, anche per noi spettatori) uno sforzo sovrumano. Chiamatelo Fattore F, che non è solo ovviamente fortuna, anche se uno come Boris Becker ricorda sempre quanto sia complicato arrivare in fondo a tornei così lunghi: «Ogni giorno può succedere di tutto: non hai dormito bene, scivoli quando ti alzi, hai litigato con moglie o fidanzata, i bambini ti fanno impazzire». Insomma: scene da uno Slam, diceva lui. Ma da quando i “1000” si sono allungati, il discorso è lo stesso.Per questo Sinner, nel suo discorso del «re», ha ringraziato in particolare «Umberto, Ale e Andrea», che poi sarebbero Ferrara (preparatore), Resnicoff (fisioterapista) e Cipolla (osteopata). I maestri gioiellieri del suo fisico che gli hanno permesso di infilare i 5 Masters consecutivi, praticamente un miracolo tennistico. Jannik è arrivato un po’ con la lingua fuori, «però quando c’era da decidere se saltare Madrid, e stato lui a dire che ce la faceva» ha spiegato coach Vagnozzi. Aveva ragione, ma ora c’è Parigi e serve riposo.