La volpe rossa e il «signor Mattarella». Se davvero esisteva dell'imbarazzo, o qualche strascico di quello che un anno fa venne letto come uno sgarbo di Jannik al Quirinale - il no dell'altoatesino alla cerimonia al Colle con le nazionali maschile e femminile di tennis - bene: sulla terra rossa del Foro italico, quel muro è crollato. Si è sgretolato sotto gli occhi di milioni di tifosi azzurri, in quella gaffe di un Sinner raggiante ma impacciato, più a suo agio con la racchetta che con i cerimoniali. «Sono sempre molto emozionato quando c'è il signor Mattarella. In qualche modo, riesco sempre a mettermi in posizioni non piacevoli…». Stavolta non è andata così. E dopo la premiazione, in una delle tante interviste, Sinner rende omaggio al presidente: «Lui è simpaticissimo. Poi non sono partito con il piede giusto un po' di tempo fa. Però ecco, ero e sono ancora sempre emozionato e quindi, scambiare due parole anche con lui è stato incredibile. Poi gli piace lo sport ed è la cosa più bella». E accanto al numero uno al mondo sul Centrale non c'è solo il capo dello Stato, che sorride e lo applaude.
C'è, simbolicamente, tutto il Paese al Foro Italico, a cominciare dalle sue istituzioni. Eccolo, il senso della presenza sugli spalti di Sergio Mattarella. Ed ecco perché è proprio la prima carica dello Stato che - a sorpresa - consegna nelle sue mani il trofeo degli Internazionali d'Italia, mentre dalle tribune viene giù un'ovazione. Un "fuoriprogramma" tenuto nascosto fino all'ultimo, visto che secondo il programma ufficiale doveva essere Adriano Panatta a premiare il vincitore: un po' come fu con l'arrivo sul tram del presidente alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina a San Siro. La giornata difficile Ha voluto esserci, Mattarella, e tener fede alla promessa fatta a Coni e Federtennis giorni fa al Quirinale. «I vostri successi spero di attenderli e di vederli anche di persona». Così è stato. Nonostante la giornata difficile, cominciata con la visita straziante ai feriti di Modena, e la «riconoscenza» espressa ai medici che li stanno curando. Ma è questo il modo con cui Mattarella interpreta il suo ruolo: a fianco del Paese, nei momenti di gioia collettiva come in quelli di dolore. E il pomeriggio di ieri si inserisce appieno nella prima categoria.Mattarella arriva al Foro Italico pochi minuti prima delle 17. Lo accolgono il saluto dei carabinieri in uniforme storica e le voci bianche dell'accademia di Santa Cecilia che cantano l'inno di Mameli. Il presidente prende posto in tribuna d'onore, tra il presidente della Fitp Angelo Binaghi e il numero uno di Sport e Salute Marco Mezzaroma, non lontano da ministri e politici di ogni schieramento. E al suo ingresso il pubblico della finale gli tributa un applauso lunghissimo, con tanto di coro: «Sergio Sergio». Un'ovazione seconda solo all'esplosione di giubilo che un paio d'ore più tardi seguirà alla vittoria di Sinner. Gli occhi fissi sul campo ogni volta che le telecamere lo inquadrano, concentratissimo sul gioco, pronto a scattare in un applauso o a commentare sottovoce un l'esito di un game con chi gli siede a fianco.Non è solo la passione per lo sport a muovere l'inquilino del Colle, o per il tennis in particolare. Passione che pure Mattarella coltiva fin da ragazzo, quando maneggiava in prima persona la racchetta («E mi dispiace ancora aver interrotto decenni addietro», raccontò in un'occasione; mentre un anno fa, accogliendo i tennisti al Quirinale, dimostrò di essere un appassionato fin dal 1948: «Dai tempi di Cucelli e Del Bello e all'epoca i risultati ottenuti in questi anni erano impensabili»). Allo sport il capo dello Stato attribuisce un ruolo centrale, anche per il messaggio pedagogico che l'agonismo trasmette: una sfida innanzitutto contro se stessi e i propri limiti, una competizione basata su regole condivise, occasione d'incontro e fratellanza tra i popoli. Il freddo E poi c'è l'importanza di essere lì, ad applaudire i propri campioni. Com'è stato ieri. Altro che "freddo", tra Sinner e il Quirinale, come qualcuno aveva interpretato l'assenza di Mattarella a Wimbledon l'estate scorsa (in realtà motivata da impegni del presidente) dopo il "no" di Jannik al Colle. «Apprezzo la sobrietà e la semplicità che lei esprime», le parole che il capo dello Stato riservò al campione dopo la vittoria della prima Davis nel 2024. Quell'apprezzamento non è venuto meno, come testimonia il saluto caloroso di Mattarella ai genitori dell'altoatesino, papà Hanspeter e Mamma Siglinde. Poi prima di lasciare il Foro italico, lo scambio di battute coi vincitori del doppio maschile Andrea Vavassori e Simone Bollelli. «Singolo e doppio insieme... un'en plein», si complimenta Mattarella. Che un anno fa era lì, a festeggiare Jasmine Paolini. Al doppio stavolta il capo dello Stato non ha potuto assistere perché impegnato in Emilia. Ma - commenta - «è stata una gara molto combattuta, e per questo ancora più bella». E allora pazienza per quel «rammarico» di non vedere la Nazionale di calcio ai mondiali quest'estate: quante altre soddisfazioni sta dando lo sport italiano al «signor Mattarella».Sinner, il ranking dopo la vittoria a Roma: Alcaraz sempre più lontano, Jannik primo anche dopo Wimbledon










