Quindici minuti per spazzare via pioggia, crampi e tensioni del giorno precedente. Jannik Sinner torna in finale a Roma - come lo scorso anno contro Alcaraz, ma stavolta contro Ruud e con il presidente della Repubblica Mattarella atteso in tribuna - battendo non solo Daniil Medvedev; perché nella sua semifinale succede tutto e il contrario di tutto. Il n.1 del mondo nella serata di ieri domina il primo set (6-2), si arrende nel secondo (7-5) con evidenti segnali di stanchezza, mentre la protagonista del terzo è la pioggia che costringe a fermare la gara (e poi rinviarla) sul più bello.
La notte la passa insonne, ma dal 4-2 riparte con un timido sole che scalda il Centrale, tenendo il servizio e staccando il pass per la finale in un quarto d'ora. A seguire la sua sfida al norvegese Ruud, domani, anche Mattarella, l'anno scorso presente agli Internazionali ma per la finale singolare di Jasmine Paolini. "Sarà bello rivederlo", dice il n.1 del mondo il cui ricordo con il Capo dello Stato è accompagnato - da una parte - dall'emozione di aver parlato in Quirinale nel 2024 dopo la vittoria della Davis, dall'altra anche dal 'no' di Jannik dell'anno successivo, quando si diede assente alla celebrazione della Davis 2025 per riposare dalle fatiche di Melbourne. "Sono ovviamente contento della sua presenza, è sempre un momento speciale con lui", ribadisce l'altoatesino. Anche perché come ricorda Sinner domani ci sarà "tanta Italia in campo", visto che la sua finale sarà anticipata da quella del doppio di Bolelli e Vavassori. Per Sinner, l'obbiettivo delle prossime ore sarà recuperare le energie per affrontare Ruud e vincere il suo sesto mille consecutivo, il primo qui a Roma e l'unico che gli manca. Vincere vorrebbe dire anche spezzare un tabù lungo cinquant'anni: l'ultimo successo azzurro nel singolare maschile risale al '76 con Adriano Panatta che sarà presente proprio per premiare il vincitore.













