Non era mai stato così in difficoltà in tutto il torneo e a dire la verità neppure da Indian Wells in poi. Jannik Sinner da mesi è in una fase di dominio assoluto, un uomo solo al comando che stra tritando qualsiasi avversario si presenti dall'altra parte della rete. Agli Internazionali d'Italia tutto era andato secondo previsione: vittorie agevoli in due set contro Ofner, Popyrin, Pellegrino e Rublev. Poi è arrivata la semifinale contro Medvedev e qualcosa improvvisamente si è inceppato. Un imprevisto che ha spiazzato anche lo stesso Jannik, a tratti quasi sul punto di gettare la spugna. Ma poi quel ruggito ha squarciato il cielo di Roma.

Il ruggito di Sinner che ha mandato in estasi il Centrale Dopo un primo set dominato 6-2, tutto è cambiato a inizio secondo set quando Medvedev ha iniziato a intuire le difficoltà fisiche di Sinner e ha sfruttato il momento trovando anche il break. Si è portato avanti 3-0 e per Jannik sembrava non esserci margine di ripresa. L'azzurro zoppicava, si trascinava sulle gambe, ha avuto un conato di vomito. Nel terzo set sul 3-2 ha anche chiamato il medical timeout per un problema alla gamba destra. Tutto lasciava presagire un clamoroso ritiro da parte dell'azzurro che invece è venuto fuori da campione assoluto, recuperando dal 3-0 al 3-3 nel secondo set. Ha ceduto il secondo set al russo (7-5) ma ha trovato la forza di andare oltre il dolore e finalmente ha iniziato a ruggire. Mai avevamo visto un'esultanza simile da parte dell'altoatesino, un vero e proprio ruggito che si è materializzato quando ha strappato il servizio a Medvedev nel terzo set, portandosi sul 2-1. Un urlo rabbioso che ha sorpreso tutti e che ha fatto alzare in piedi tutto il pubblico del Centrale, creando un'atmosfera da brividi. Poche volte Jannik era stato alle corde in questo modo, se non contro Alcaraz in alcune occasioni. Probabilmente questa volta ha percepito di essere al limite e quando ha trovato la forza di reagire, si è tolto l'armatura da ciborg, da uomo perfetto, e ha fatto uscire il suo lato umano che è stata come una liberazione, in una notte romana che, comunque vada, ricorderà per sempre. L'urlo di chi sà di aver superato un grande ostacolo, andando oltre una condizione fisica precaria. Un break che non è solo un break ma che può segnare un nuovo step nella straordinaria crescita sportiva e umana di questo ragazzo. La pioggia poi è scesa sul Centrale del Foro Italico e non è chiaro se abbia giovato più a Jannik o al suo avversario.La partita è ripresa oggi da 4-2 (terzo set) in favore di Jannik che è riuscito a difendere quel famoso break di vantaggio che aveva fatto uscir fuori tutta la sua grinta. E proprio su quel servizio strappato ha costruito la vittoria, chiudendo il terzo set 6-4. Per il secondo anno consecutivo andrà a giocarsi la finale del Masters 1000 di Roma, questa volta contro Casper Ruud. Comunque vada, quella di ieri è stata una notte inedita per Sinner e per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di ammirarlo e oggi ha finito il suo lavoro.