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Dopo due ore e 37 minuti di match distribuiti in due giorni e tre match point Jannik Sinner è riuscito ad avere la meglio su Daniil Medvedev e ad approdare in finale contro Casper Ruud. E’ la seconda della sua vita dopo quella persa l’anno scorso contro Alcaraz al suo rientro in scena dopo la sospensione per il caso Clostebol. Tornato in campo sul 6/2-5/7- 4/2 vantaggio Medvedev dopo una maratona notturna condita da pioggia, gambe contratte, conati di vomito e respiro corto, oggi Sinner ha subito in partenza l’ace con cui il russo si è portato subito sul 4/3 per poi conquistare con la scioltezza del primo set di ieri il 5 a 3 e vedersi annullare due match-point con due ace. Il Centrale ha trattenuto il fiato quando sul 5 a 4 con il servizio a disposizione Jannik ha perso il primo 15 scaraventando fuori del campo una smorzata di rovescio del russo. Niente paura: al terzo match point ce l’ha fatta con un rovescio diagonale vincente.

Pubblico in delirio come ai tempi di «Adrianoooo» (Panatta che domani consegnerà la coppa al vincitore) declinato, 50 anni dopo in «Sinneeeer, Sinneeeer». Nell’intervista a bordo campo il numero uno del mondo ha ringraziato il pubblico per il supporto, raccontando di non aver dormito granchè la notte scorsa: «Quando sei nel mezzo di una partita è complicato». Quello di Roma, ha chiarito, è un torneo importante per lui. «Nel 2019 con una wild card ho vinto la prima partita, lo scorso anno non è andata come speravamo». C'è tempo per rifarsi, domani.