Nel mercato del lavoro italiano si sta consolidando una dinamica fino a pochi anni fa difficile da immaginare: i datori di lavoro faticano a reperire personale qualificato, complici salari poco attrattivi, processi di selezione lunghi e nuove priorità legate all’equilibrio tra vita privata e lavoro

Secondo l’Ufficio studi della Cgia, nel 2025 quasi un colloquio di lavoro su tre in Italia non si è svolto perché il candidato semplicemente non si è presentato. Il fenomeno si inserisce in un contesto contraddittorio: da un lato grandi gruppi industriali come Electrolux o Nestlé continuano a riorganizzare personale e ridurre organici; dall’altro molte imprese, soprattutto nei settori produttivi e nei servizi, non riescono a coprire le posizioni aperte. Le difficoltà colpiscono soprattutto i settori tecnici e produttivi e risultano più accentuate nel Nordest del Paese, dove in alcune aree oltre un terzo delle selezioni non va a buon fine.

Le ragioni dietro al fenomeno

Secondo le elaborazioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il fenomeno è cresciuto rapidamente negli ultimi anni: nel 2017 le assunzioni saltate per assenza di candidati erano meno di 400 mila, mentre nel 2025 hanno superato quota 1,7 milioni.