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Paolo Condò

Un campionato che ha smentito ogni previsione: l'unica certezza è stata l'Inter di Chivu, mentre Allegri, Spalletti e Gasperini hanno deluso o sorpreso in modi imprevedibili ad agosto

Excusatio non petita finché volete, ma non ricordiamo un campionato così perfido nello smentire qualsiasi previsione. Una sola certezza ha preso il largo dopo il rodaggio dei primi 12 turni ed è rimasta fedele a se stessa: l'Inter dominante di Chivu, migliore all'andata e al ritorno, in casa e in trasferta, con le ultime dieci della classifica e — sorpresa — negli scontri diretti con le altre sei qualificate alle coppe. Dopo i rovesci iniziali i «pieni» con Roma e Como hanno permesso all'Inter di chiudere in testa, 20 punti come il Milan, anche la classifica della business.

Chivu ripete che i pronostici di agosto vedevano l'Inter ottava, e ovviamente ciò dipende da cosa legge, perché nessuna analisi qualificata prevedeva qualcosa di peggio del quarto posto. È vero invece che il suo quasi debutto era sotto esame: superato con un crescendo inarrestabile. Ma come giudicare i rivali? Premesso che non si critica sulla base di una «partita della vita», come si è lamentato Spalletti, ma di una classifica che rispecchia una stagione (e a maggio, certo, viene definita da gare che diventano decisive), proprio il suo caso è emblematico, perché nelle 24 partite di sua gestione la Juve è seconda (col Napoli), ma il vantaggio di un mese fa pareva rassicurante, e invece si ritrova quasi fuori dalla Champions.