Ecco il primo botto di questo campionato. Che conferma quanto il calcio sia imprevedibile e spesso beffardo. Dopo la cinquina al Torino, ti aspetti un’Inter che spacca. Che replica il successo con un’altra goleada che le permetta di riagganciare le prime della classe che corrono a punteggio pieno. E cioè: Napoli, Juventus, Roma e la piccola Cremonese che, tra lo stupore generale, s’imbuca tra le grandi nel primo allungo del torneo. E invece.
E invece l’Inter, la più attesa, quella che abbiamo dipinto come il vero potere forte contrapposto al Napoli tricolore, scivola clamorosamente a San Siro con l’Udinese (1-2). Una sconfitta strana, sorprendente, perchè non è facile in sei giorni cambiare pelle così radicalmente. Nella prima versione - quella con il Torino - l’Inter ci aveva stregato facendoci dimenticare i fantasmi della batosta della finale con il Psg.
Nella seconda versione - contro l’Udinese - abbiamo rivisto l’Inter cotta e spenta che ha lasciato lo scudetto al Napoli. Con tanti errori, molte distrazioni e una strana sensazione: che Chivu, subentrato a Inzaghi, non abbia completato la sua rivoluzione. Che le vecchie zavorre, come il peso dell’età, e una certa prevedibilità aggravata dal mancato arrivo di Lookman, siano ancora da rimuovere. Altrimenti non si spiega come, passata facilmente in vantaggio al 17’, dopo una elaborata azione conclusa da Dumfries, l’Inter si sia lasciata così facilmente ribaltare dai friulani, molto forti e strutturati fisicamente ma non irresistibili.








