Sono diventati in poco tempo tra i farmaci più prescritti al mondo. Gli agonisti del recettore GLP-1, la classe cui appartengono semaglutide, liraglutide e tirzepatide, hanno letteralmente rivoluzionato la gestione del diabete di tipo 2 e dell'obesità. Perché abbassano la glicemia, favoriscono una perdita di peso significativa, proteggono cuore e reni. I dati clinici sono robusti e i benefici, per la stragrande maggioranza dei pazienti, superano di gran lunga i rischi. Eppure negli ultimi anni alcune (rare) segnalazioni – come quella recente del cantante britannico Robbie Williams - sollevano una domanda: questi stessi farmaci potrebbero, in alcuni casi, danneggiare gli occhi?
I danni alla retina
Qualche evidenza, in effetti, c’è. Alcuni studi osservazionali e i dati che provengono dalla farmacovigilanza internazionale hanno evidenziato un possibile aumento del rischio di retinopatia diabetica, di degenerazione maculare neovascolare legata all'età (nAMD) e di neuropatia ottica ischemica anteriore non-arteritica (NAION), una condizione che può causare perdita permanente della vista. Il problema, però, è che non si ha ancora certezza sul perché accada, e soprattutto quali siano le persone a rischio.







