L'agenzia del farmaco statunitense (Fda) ha recentemente approvato un nuovo analogo di Glp-1 orale, orforglipron, per il trattamento dell'obesità. Seguendo la strada tracciata dalla versione orale di semaglutide, che in America è disponibile anche per il trattamento dell’eccesso ponderale già dallo scorso dicembre. Salvo incidenti, l’Europa è destinata a seguire a stretto giro, con previsioni che parlano dei primi mesi del prossimo anno. Una nuova rivoluzione sembra quindi alle porte: farmaci con efficacia simile a quella degli analoghi di Glp-1 iniettivi, ma più economici e più facili da assumere. Che ruolo troveranno nella cura dell’obesità? E quanto potrebbero cambiare la vita dei pazienti?
È vero che la berberina fa dimagrire come i farmaci?
RISPONDE SILVIO BUSCEMI*
Molecole vecchie e nuove
Fino a oggi, gli analoghi di Glp-1 (glucagon-like-peptide-1) sono stati prevalentemente molecole di grandi dimensioni, che richiedevano per questo una somministrazione sottocutanea per evitare che venissero degradate precocemente nello stomaco. Orforglipron rappresenta un salto generazionale: è una piccola molecola non peptidica che può essere assorbita dall'organismo senza alcuna restrizione alimentare. Può essere assunta in qualunque momento della giornata, a digiuno o dopo i pasti, garantendo una maggiore semplicità di gestione quotidiana.






