Obesità, dopo l’approvazione della legge adesso ci sono indicazioni chiare anche per l’utilizzo degli ormai famosi farmaci già usati per il diabete e rivelatisi molto performanti anche per l’obesità: semaglutide e tirzepatide, che vengono considerati di prima linea. Poiché ognuno di questi due farmaci ha già dimostrato di avere anche effetti protettivi su alcune delle patologie che possono colpire i pazienti con obesità, l’Easo, la Società europea per lo studio dell’obesità, esaminando tutte le evidenze scientifiche pubblicate fino al 31 gennaio di quest’anno, ha messo a punto delle indicazioni – appena pubblicate su Nature Medicine – che consigliano il farmaco giusto, a seconda delle complicanze presenti in un singolo paziente, che possono variare dalle malattie metaboliche alle cardiovascolari, dalle apnee notturne alle osteoartriti alle ginocchia, fino alla Mash, che colpisce il fegato.
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DALLA NOSTRA INVIATA ELVIRA NASELLI
Una sorta di algoritmo che decide in base alle complicanze e al peso da perdere. Ma veniamo ai dettagli sui due farmaci che allo stato attuale sono a totale carico dal paziente e i cui costi – da 250 a 300 euro al mese per semaglutide e da 320 a 640 per tirzepatide, a seconda dei dosaggi – porta spesso ad abbandoni per motivi economici di una terapia che dovrebbe essere a vita, come le terapie per qualunque malattia cronica, e che alla sospensione non solo porta a riguadagnare tutto il peso perduto, ma più grasso che massa magra. La speranza adesso è che avendo l’Italia riconosciuto in una legge l’obesità come malattia cronica si possa passare oltre e riconoscere anche la presa in carico da parte del Servizio sanitario, con criteri e controlli da definire sulle prescrivibilità per non creare una voragine nel budget della Sanità pubblica.






