Gli agonisti del recettore del Glp-1 (Glp-1Ra), come semaglutide e liraglutide, stanno rivoluzionando il trattamento del diabete di tipo 2 e dell'obesità, portando grandi benefici non solo nel controllo della glicemia, ma anche nella riduzione del rischio cardiovascolare. E una delle domande che i ricercatori si sono posti fin dall’inizio è la seguente: qual è il loro impatto sul rischio di tumori? Una domanda sempre più importante, vista la diffusione di questi farmaci, pensati per un uso cronico.

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29 Novembre 2024

Cosa dicono gli studi sul rischio di cancro

A fare il punto è una ampia revisione degli studi disponibili, condotta da due ricercatori italiani, Edoardo Mannucci e Ilaria Dicembrini, professori di endocrinologia (ordinario e associato, rispettivamente) presso il Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” dell'Università di Firenze. Dall’analisi dei dati, pubblicata su Nature Reviews Clinical Oncology, emerge che non vi è una risposta univoca: per i tumori legati all’obesità sembra esserci una sostanziale riduzione del rischio, per altri non si hanno dati chiari, mentre per quelli della tiroide sembra confermato un aumento del rischio.