Il cancro al colon-retto è uno dei tumori più diffusi nei Paesi occidentali, con un’incidenza sempre maggiore anche fra le persone giovani. Diversi studi hanno dimostrato che la riduzione del peso permessa dai farmaci agonisti del recettore Glp-1 ha un’azione protettiva nei confronti di diverse malattie, compresi i tumori. Ora, uno studio presentato al Simposio sui tumori gastrointestinali dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), in programma a San Francisco dall’8 al 10 gennaio 2026, mostra che, nel caso del tumore al colon-retto, questa azione protettiva è superiore a quella dell’aspirina, da decenni considerata – sebbene con molte cautele – uno strumento di prevenzione per questa malattia.
I risultati derivano da una vasta analisi basata su dati del mondo reale: i ricercatori hanno osservato una riduzione del 36% dell’incidenza di tumore nelle persone in trattamento con i farmaci agonisti del Glp-1 rispetto a quelli che prendevano l’aspirina. Ma, come ha sottolineato Colton Jones dell’Università del Texas a San Antonio, che ha guidato lo studio, durante la conferenza stampa di presentazione, “si tratta di dati osservazionali, solo studi clinici randomizzati potranno stabilire un nesso causale certo e aprire la strada a nuove raccomandazioni ufficiali”.







