Inuovi farmaci anti-obesità sembrano confermare la loro efficacia anche nei confronti di uno dei rischi più gravi legati al peso in eccesso: i tumori. Uno studio che sarà presentato nel corso del congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) – in scena a Chicago dal 30 maggio al 3 giugno – ha individuato infatti una modesta, ma dimostrabile, riduzione dell’incidenza di 14 forme di cancro collegate con l’obesità, nei pazienti obesi che assumono gli agonisti di Glp-1 per il trattamento del diabete di tipo 2.

“Attualmente, non è possibile stabilire se i benefici in termini di prevenzione oncologica si riveleranno gli stessi anche per chi non soffre di diabete. È plausibile immaginare che le cose stiano così, e che la minore incidenza di neoplasia sia dovuta direttamente alla perdita di peso sperimentata dai pazienti”, ha spiegato durante la conferenza stampa di presentazione del congresso Lucas A. Mavromatis, della NYU Grossman School of Medicine a New York. Per una conferma rigorosa bisognerà quindi attendere i dati di ricerche simili svolte su persone non diabetiche. Che arriveranno però solo in futuro, visto che l’approvazione dei nuovi farmaci per il trattamento dell’obesità è ancora piuttosto recente.