Un lettore scrive:«Tanti anni fa le biciclette dovevano obbligatoriamente essere dotate di campanello.Era fissato sul manubrio, manovrabile con il pollice e il suo suono serviva ad avvisare i pedoni e scongiurare incidenti. Mi sto chiedendo se l'adozione del campanello continui ad essere obbligatoria perché devo constatare che quasi tutte le biciclette ne sono sprovviste. Sovente vado a fare passeggiate lungo i viali del parco della Pellerina e a causa della mia veneranda età, il mio percorso non segue più una linea retta, ma tende ad avere improvvise oscillazioni, rischiando così di venire rovinosamente travolto da un ciclista per non aver ricevuto uno squillo che indichi il suo sopraggiungere. Ritengo necessario che l'obbligo di dotare di campanelli le biciclette venga ripristinato e se già esiste, fatto rispettare. Forse oggi ci siano anche campanelli in grado di suonare automaticamente in presenza di un ostacolo».Giorgio Bianchi Una lettrice scrive:«L'altro giorno facendo una passeggiata verso l'ex galoppatoio nel parco del Meisino ho visto la bellissima area che doveva diventare un centro sportivo all'aperto. Non entro nel merito delle contestazioni ma mi chiedo se nel 2040 riusciranno a terminare i lavori. È assurdo vedere tutto fermo, senza manutenzione, erba altissima e area sport che sembra di nessuno. Eppure nel parco transitano migliaia di persone che sono felici di poter usufruire dei servizi e gioire per la splendida natura che la zona ci regala. Intanto la passerella sta arrugginendo inutilizzata: ricordiamoci che è stata fatta con sono soldi pubblici. E se oggi l'Europa li presta ricordiamoci pure che vanno restituiti con interessi e non devono essere cosi sprecati».Fiorella Balzaretti Un lettore scrive:«Sono appena rientrato da un viaggio in Inghilterra: Londra Gatwick era impeccabile per organizzazione e pulizia, mentre a Torino agli arrivi ho trovato una realtà che tradisce la vocazione turistica promessa della città. La scala mobile rotta e l'ascensore in condizioni pessime, con pulsanti bui e sporchi, mostrano una mancanza di manutenzione.Torino ha potenzialità, ma serve una presa di responsabilità chiara: i vertici dell'aeroporto devono intervenire e restituire dignità e fiducia ai viaggiatori? Con poche migliaia di euro si potrebbero ripristinare scale mobili e ascensori, ma servono decisioni rapide e una cultura orientata al servizio pubblico. Chiediamo azioni concrete, non chiacchiere: una gestione efficiente è l'unico modo per trasformare Torino in una città all'altezza delle sue opportunità e della sua identità. Investire in infrastrutture non è una spesa, è una scommessa sul futuro».Giancarlo De Biase* * DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012: specchiotempi@lastampa.it - www.specchiodeitempi.org - Info: 011.6568376.
Specchio dei Tempi, le lettere di lunedì 18 maggio
«Biciclette, il campanello dimenticato» - «Area sport al Meisino, manutenzione e lavori fermi» – «Aeroporto Caselle, scale mobili rotte ed ascensori sporchi»






