Una lettrice scrive:
«In riferimento all'articolo in cronaca cittadina dove leggo che sul ponte Vittorio Emanuele I in due anni sono state emesse 3 multe a coloro che in monopattino o bicicletta percorrono il marciapiede, mi spunta un sorriso amaro. Mi domando quante multe siano state comminate alle decine e decine di trasgressori in monopattino (molto spesso in 2) e in bicicletta che sfrecciano indisturbati sui marciapiedi o sotto i portici della città. Vorrei, da parte della polizia municipale, vedere applicato lo stesso inflessibile rigore che invece viene riservato agli automobilisti».
Giorgio Chiara
Una lettrice scrive:
«Vivo prevalentemente in un piccolo Comune del cuneese dove sono sepolti mia mamma e, recentemente, il mio compagno. Avevo pertanto deciso di procedere alla cremazione di mio papà, deceduto nel 2012, attualmente collocato in un loculo al cimitero monumentale e trasferirlo in quello della moglie. È stato risposto che, essendo trascorsi solo 13 anni dalla tumulazione, il defunto potrebbe non aver avuto in vita desiderio di essere cremato. Decorsi 20 anni poi si potrà procedere senza tenere conto della sua volontà. La si può chiamare prescrizione? Oblio? Si vuole tutelare l'intenzione di un defunto quando viviamo in una società in cui non vengono presi in considerazione neanche i bisogni dei vivi? Posso conoscere il nome del dirigente illuminato che ha ideato questa regola?».






