Un lettore scrive:

«Sono esterrefatto nel leggere sulla vostra rubrica attacchi alle ciclabili e ai ciclisti mal sopportati. Premesso sempre che ognuno, pedone, ciclista o automobilista deve comportarsi civilmente, ma vogliamo veramente accettare una città invivibile grazie al traffico privato? Dobbiamo come al solito distinguerci per immobilismo? Andiamo a vedere cosa succede a Parigi, Amsterdam, Copenaghen, Barcellona e tante altre città europee dove la bicicletta sta prendendo sempre più spazio. Non mi pare sia un concetto così difficile da afferrare, ma certo è molto più semplice lasciare tutto come sta, magari sollevando qualche protesta contro chi cerca di cambiare in meglio la vita di tutti».

Roberto Falamischia

Un lettore scrive:

«Mi collego alla lettera del lettore che esalta le ciclovie a Torino, come alternativa alle auto in città, oltre ovviamente ai servizi pubblici. Ecco questo è il guaio persistente, non tutti hanno la possibilità (o l'età) di muoversi in bici, ma se i servizi pubblici continuano ad essere inaffidabili non rimane che l'auto».