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Rinaldo Frignani e e Alfio Sciacca (inviato a Modena)
La pista del disagio psichico. Per il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi l'investimento volontario dei passanti «non è terrorismo»
È in una cella del carcere di Modena, vicino all’infermeria. La sezione si chiama «I care» ed è quella riservata ai reclusi considerati a rischio suicidio. Le prime ore dietro le sbarre, Salim El Koudri le ha trascorse insieme a un compagno di detenzione a guardare la tv. È apparso molto spaventato, come riferiscono fonti penitenziarie, mentre all’interrogatorio davanti al procuratore capo Luca Masini e alla pm Monica Bombana era «confuso e frastornato», come sottolinea invece il suo avvocato d’ufficio Francesco Cottafava. Il 31enne bergamasco di origine marocchina, residente a Ravarino, accusato di strage e lesioni aggravate per aver investito volontariamente con la sua auto, una Citroen C3, decine di persone sabato pomeriggio sul marciapiede davanti ai negozi di via Emilia, ferendone otto (di cui quattro gravemente), ai pm ha detto solo poche parole: «Sono confuso, non rispondo».
La medaglia proposta ai quattro che hanno bloccato El KoudriGià oggi o forse domani potrebbe comparire davanti al gip per la convalida. Nel frattempo resta appunto in carcere, guardato a vista, mentre gli investigatori della Squadra mobile e della Digos modenesi, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Bologna, attendono i risultati degli esami sul telefonino e altri device elettronici sequestrati a El Koudri. La pista seguita è quella di un gesto collegato al suo disagio psichiatrico, tanto che non gli è stata contestata l’accusa di terrorismo, ma bisogna capire cosa sia scattato nella sua mente per indurlo a puntare a tutta velocità passanti inermi per poi fuggire impugnando un coltello da barbecue con il quale ha ferito uno dei 4 uomini che lo hanno bloccato, Luca Signorelli. Per tutti loro, il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha proposto la medaglia al valor civile.










