Se c’è una questione che forse, negli ultimi anni, ha allontanato alcuni dal mondo del vino, è la sua eccessiva tecnicizzazione. Ovvero il passare, per un prodotto culturale, vivo e gastronomico, dalla dimensione familiare e quotidiana alla prosopopea di certe carte vini e l’affettazione di alcuni sommelier. La generazione del vino naturale ha poi rimodulato almeno in parte le cose, ridisegnando anche la dimensione dell’evento, dell’incontro e della degustazione per riportarla laddove il vino nasce: in campagna. È in questo senso una conferma nonché una bella novità la prima edizione di Vin’Aia, il mini festival che domenica 24 maggio porta a Castel Giorgio, provincia di Terni, vignaioli di varie zone d’Italia e bravi produttori artigiani. Tutti raccolti nell’aia dell’azienda Malauva.Vin’Aia e l’idea di riportare il vino in campagna“Una giornata di convivio, racconto e condivisione”, la definiscono gli organizzatori, imperniata intorno a una lunga tavola dove espositori e pubblico si incontrano senza distanza. Nel nome, il valore fondante: “L’aia è uno spazio aperto, rurale, luogo di passaggio e d'incontro. È lì che il vino torna a essere quello che è sempre stato: parte di un contesto vivo, agricolo, umano”. Chi arriverà qui in Alfina, l’altopiano vulcanico al crocevia tra Lazio, Toscana e Umbria, potrà così conoscere produttori vinicoli da diverse regioni, “amici prima ancora che espositori”, pronti a versare vini e condividere storie e visioni. Per citarne solo alcuni: Stefano Amerighi, Pacina, Le Quattro Volte, Fra i Monti, Butul, Prati al Sole, La Selvara. Senza percorsi obbligati né sequenza di banchetti, i visitatori potranno muoversi liberamente, invitati a portare con sé il proprio telo da picnic per accomodarsi a terra (biglietti 25€, con assaggi inclusi).Solovino e Malauva, gli organizzatori a Castel GiorgioA pensare e organizzare l’evento sono stati Solovino e appunto Malauva. Da un lato un’enoteca romana specializzata in vini artigianali, con un impegno forte nella creazione di eventi dedicati a questo comparto, come Vini Selvaggi, la collaborazione con QuartiereVino Pigneto e Convivium Renaissance. Dall’altro una cantina e ‘casa agricola’ fondata qui, al limitare dell’Umbria, nel 2017. Da quattro ettari di vigneto coltivati in biologico, produce vini senza filtrazioni né aggiunte, attraverso fermentazioni spontanee e prediligendo varietà autoctone e meno note come Procanico, Drupeggio e Verdello. Durante la giornata sarà possibile visitare la cantina dei padroni di casa, Giovanni ed Elisa, provare i loro vini direttamente dalle botti e capire da vicino l’evoluzione di un prodotto enologico vivo.Cibo agricolo e convivialità, con produttori amiciInsieme al vino di Vin’Aia che vuole in un certo senso ritornare alimento quotidiano, anche il cibo sarà presente e centrale. La proposta gastronomica, diffusa, accompagna l’intera domenica con la presenza di realtà ugualmente agricole e artigianali, che lavorano in modo affine ai vignaioli. Agricoltori, panificatori, casari; poi conserve, trasformati e cucina territoriale. Mentre alcuni avranno un piccolo banco con vendita, altri proporranno cibo pronto da assaggiare in qualsiasi momento. In particolare la brace accesa per le preparazioni di Fattoria Pulicaro, poi formaggi e prodotti di Secondo Altopiano, le focacce e i panificati de Gli Integrali, come anche il caffè di qualità specialty di Picapau. Per partecipare a Vin’Aia: www.eventbrite.it
Vignaioli naturali, cibo agricolo e buon caffè in questo nuovo festival sul vino (in Umbria, in un’aia)
Domenica 24 maggio l’azienda Malauva di Castel Giorgio ospita la prima edizione di Vin’Aia, un incontro senza filtri né tecnicismi tra vignaioli e pubblico. Insieme a cibo del territorio, artigiani e brace accesa, per riscoprire il valore agricolo e umano del vino










