Nel cuore di Roma, nelle stanze del Ministero dell’Istruzione e del Merito, si è parlato di qualcosa che sembra lontano da questi luoghi: di viti, di olio, di paesaggi e radici. Eppure è proprio lì che ha avuto luogo la XV Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio, promossa da AIS, l’Associazione Italiana Sommelier, con un convegno dal titolo che è già un manifesto: “Vigne urbane, giovani e rigenerazione delle città”. D’altronde, a chi se non alle nuove generazioni, affidare il futuro del nostro verde e delle nostre città?
L’incontro ha riunito studiosi, istituzioni, formatori e studenti chiamati a ragionare su un tema che è agricolo solo in apparenza. Perché parlare di vigne urbane oggi significa parlare di spazio pubblico, comunità, educazione e cultura. Perché questi spazi verdi, le vigne urbane, che si consegnano alle città non indifesi ma ostinatamente identitari, testardamente impegnati a rubare spazio al cemento, sono sì territorio agricolo. Ma sono soprattutto identità dei luoghi. Ed è quella che va custodita e consegnata alle giovani generazioni.
Ai più giovani, agli studenti, è stato dedicato uno dei momenti centrali della giornata: la consegna delle borse di studio AIS 2024. Il premio è stato destinato a 5 istituti scolastici che hanno saputo valorizzare il vino e l’olio non solo come prodotti, ma come chiavi di lettura del territorio. Scuole, professori, studenti e programmi scolatici dove la formazione alberghiera è riuscita a intrecciarsi con il turismo vero, fatto fuori dalle aule, con il sostegno al territorio e a chi lo abita. Tra le vincitrici, l’Istituto Mediterraneo di Pulsano, il Basile-Caramia-Gigante di Locorotondo, il San Benedetto di Cassino, e l’IPSEOA Gagliardi-De Filippis-Prestia di Vibo Valentia. Un’Italia periferica che, forse, proprio nel suo essere periferia trova degli stimoli.






