Roma e il vino, una lunga storia di amore, gusto e cultura. Roma madre di tutti vini. O quasi. Sicuramente madre di una tradizione millenaria legata a vigneti, grappoli e orci. In tre parole, Roma Mater Vinorum, il primo vigneto urbano pubblico, inaugurato nella capitale, all’Aranciera di San Sisto, un eden nel cuore della capitale fra cedri del Libano secolari, azalee rigogliose (le stesse, ora “a riposo”, che a maggio colorano la Scalinata di Trinità dei Monti a piazza di Spagna), serre pregiate immerse nella sede storica dell’assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti.

È il grande giorno del debutto del progetto omonimo (Roma Mater Vinorum), nato dalla collaborazione tra il comune di Roma e l’associazione internazionale Iter Vitis, premiato itinerario culturale del Consiglio d'Europa.

Un’iniziativa concepita come una sorta di “risarcimento storico” volto a restituire all'Urbe il suo ruolo protagonista nel panorama della vitivinicoltura regionale, nazionale e internazionale. Infatti, l’obiettivo maggiore è la riscoperta, la valorizzazione e la promozione della viticoltura capitolina, riguardo alle produzioni autoctone della città e del suo hinterland geografico, ma anche quello di far riemergere il suo potenziale valore identitario, ambientale e turistico-economico.