In vino veritas. In arte veritas. Ovvero la realtà più vera dell’arte e quella più autentica del vino s’incontrano (anche) virtualmente. E virtuosamente. Per far conoscere le più interessanti realtà artistiche del Vigneto Italia: benvenuto MetodoContemporaneo, il primo osservatorio permanente italiano dedicato al dialogo tra arti contemporanee e territori del vino italiano, frutto della prima ricerca scientifica nazionale sul connubio arte-vino, promosso dall’università degli Studi di Verona e Bam! Strategie Culturali, appena nato per diventare un punto di accesso inedito per comprendere un fenomeno ancora poco studiato, ma in rapida espansione. Uno strumento per offrire a comunità locali, enoturisti, appassionati d’arte e operatori del settore percorsi, discorsi e sorsi alla scoperta di un patrimonio in fermento. Soprattutto negli ultimi anni.

Carapace, la scultura-cantina di Pomodoro compie 20 anni

15 Maggio 2025

La diffusione dell’arte contemporanea nei territori italiani vocati e legati alla viticoltura vede, infatti, il suo sviluppo e le sue radici in esperienze nate circa trent’anni fa, quando architettura e design hanno aperto la strada a un nuovo modo di intendere la cantina: non più soltanto luogo produttivo, ma spazio di valore estetico e culturale. Da allora, l’interconnessione tra paesaggio viticolo, produzione di vino e diffusione di nuove opere d’arte visiva si è affermata sempre di più, connotandosi come una tendenza in crescita e in espansione nel corso degli ultimi quindici anni. «Il progetto riconosce le cantine vinicole come presìdi culturali e ne esplora le connessioni con le arti, valorizzandole come espressioni dinamiche di identità in evoluzione», raccontano i responsabili scientifici di MetodoContemporaneo, Monica Molteni, professoressa associata di Museologia e critica artistica e del restauro all’università degli Studi di Verona, e Luca Bochicchio, ricercatore di Storia dell’Arte Contemporanea, università degli Studi di Verona. «Nel quadro di una ricerca inedita e sperimentale, l’università si propone come motore di innovazione, promuovendo modelli culturali sostenibili e mettendo il sapere al servizio delle comunità. L’iniziativa riflette una visione che attribuisce al tradizionale ruolo formativo dell’istituzione un significato profondamente civico, orientato al dialogo con i territori e alla costruzione di reti di conoscenza condivisa».