“Un attimo che spengo il trattore e scendo”. Nonostante le doti di finezza olfattiva e intuitività commerciale Angiolino Maule è un vignaiolo naturalmente molto pratico. “Stiamo sistemando il terreno. Piantiamo Garganega. Cos’altro altrimenti?”. La chiamata arriva a freddo dopo la conclusione di VinNatur 2026 al Margraf di Gambellara (Vicenza), la fiera di vini naturali targata, appunto, VinNatur, associazione di cui Maule è presidente e fondatore con l’altrettanto fine, intuitivo e praticissimo collega vignaiolo, Camillo Donati. “Se ci confrontiamo con la media degli ultimi cinque anni ci siamo dentro. Se facciamo il paragone con l’epoca pre Covid, a Villa Favorita, è chiaro siamo in perdita”, racconta Maule a FQMagazine. “180 espositori rimane un bel numero. Gli importatori non sono calati e nemmeno i giornalisti. Sono invece calati i curiosi. Trenta euro a biglietto forse sono troppi. Comunque abbiamo organizzato troppe fiere in pochi mesi. Abbiamo messo in piedi VinNatur a Genova due mesi fa. é stata un successo, ma poi a Vicenza sono mancati i ristoratori liguri e piemontesi”.

A questo punto la domanda è: in cosa potreste migliorare?

“Nel mettere apposto i vini difettosi. Non ce la faccio più a berne, sicchè trasmetto il mio gusto al consumatore e ai produttori. L’anno scorso abbiamo individuato 18 aziende che non facevano vini equilibrati: 14 si sono messi in regola e continuano a ringraziarci perché non si erano accorti e non avevano conoscenza tale, per capire gli inconvenienti legati alla cattiva pulizia in cantina. Quattro non hanno ascoltato e hanno cambiato associazione. Amen. Il mondo è libero. Mi spiace per loro che non hanno capito il nostro spirito. Quest’anno ne abbiamo individuati altri dieci e proviamo a sistemarli”.