Fare vini contemporanei, senza aver paura di osare, di abbassare le gradazioni, fino all’alcol free, e senza nascondersi dietro una tradizione a tutti i costi. “Non dobbiamo avere paura”. Lo dice a Vinitaly 2026 il presidente di Unione italiana vini Lamberto Frescobaldi e lo ripete poi, citando Papa Giovanni Paolo II, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, con riferimento allo scenario internazionale fatto di guerre e timori di una recessione. Lollobrigida che bacchetta anche l’Europa: deve agire più in fretta e non tassare i fertilizzanti: "L'Europa deve essere più rapida. L'Italia ha chiesto fin da gennaio di calmierare le scelte ideologiche folli e, confermiamo di ritenerle tali, che pongono tasse su prodotti che non abbiamo come i fertilizzanti che siamo costretti ad importare e che in momenti come questo vedono schizzare i prezzi aumentando i costi di produzione", dice il ministro.

Vinitaly

Vino, Cotarella: "Serve un cambiamento come dopo il metanolo"

Niente paura

Vinitaly, nella cerimonia di inaugurazione, diventa il palcoscenico dove esorcizzare le paure, ripercorrere quanto fatto finora dalle aziende per rilanciare il settore e tracciare la strada per potenziare l’export, consolidando i mercati forti, Usa in primis, ma anche affacciandosi ai nuovi, Asia e Africa in testa. Con i produttori che attraverso il numero uno di Uiv Frescobaldi chiedono al governo di pensare in grande e aiutare le imprese: “Il governo ha fatto tanto per le cantine, però voglio dire basta nanismo: piccolo è bello ormai è passato di moda, serve un sostengo alle politiche imprenditoriali per poter essere più solidi”.